La Gran Fonte

 

La Gran Fonte

Un monumento a Leonforte molto bello è La Gran Fonte, un tempo abbeveratoio pubblico, fu costruita sui ruderi di un antica fontana tra il 1649 il 1652. Si estende per 24 m ed è composta da 24 cannelle bronzee che riversavano la loro acqua nella vasca sottostante, tanto da essere nota dalla gente del posto con il nome di “vintiquattru cannola”. Costruita in pietra dorata, è caratterizzata da una serie di arcatelle a tutto sesto coronate da un frontone con lo stemma della famiglia dei Branciforti. L’opera sorge nell’omonima via e fino alla prima metà del ‘900 fu utilizzata anche come abbeveratoio per il bestiame e lavatoio pubblico. Secondo un cronista del Settecento, l’opera fu ispirata ad una fontana di Amsterdam e fu fatta realizzare in stile barocco dal Principe Nicolò Branciforti.

 

La storia di un principe che fece grande un regno

 

Leonforte … Terra dell’ennese (Cenni storici)

 

 

Leonforte, città nel cuore della Sicilia, si colloca sulle pendici meridionali dei monti Erei, a sud del monte Altesina. Nasce nel 1610, per volere del principe Nicolò Placido Branciforti che attratto dalle opportunità di un territorio fertile collocato topograficamente in una posizione strategica, chiese e ottenne la “ licentia populandi”, ovvero la facoltà di poter fondare una città, che gli fu riconosciuta quattro anni dopo. Il Branciforti fu una delle più importanti personalità del suo tempo. Appartenne ad una delle più nobili famiglie della Sicilia del XVII secolo, ricoprì cariche per conto della corona spagnola e fu pretore di Palermo nel 1613. Branciforti scelse il nome di “Leonforte” per la costruenda cittadina in onore del suo antenato Obizzo che da alfiere portabandiera nell’esercito di Carlo Magno, nell’imperversare della battaglia contro i Longobardi (IX secolo) si distinse per la strenua difesa della bandiera, al punto da subire l’amputazione delle mani. Un gesto valoroso che valse ad Obizzo numerose onorificenze al punto che da quell’episodio la sua famiglia assunse il nome di Branciforti a brachiis fortibus (dalle braccia forti). Alla famiglia dei Branciforti, il territorio di Leonforte (ovvero il feudo di Tavi citato nei documenti storici) era pervenuto nel XV secolo, dopo che con la conquista normanna era passato da un signorotto all’altro. Durante il regno dei principi Branciforti, durato complessivamente circa due secoli e mezzo, lo sviluppo dell’artigianato (realizzazione di manufatti e lavorazione delle pelli) e, soprattutto, dell’agricoltura spinsero la crescita di Leonforte. In particolare fu la presenza di varie fonti d’acqua a consentire un fruttuoso sfruttamento agricolo dei terreni. Ai principi Branciforti va attribuita anche la realizzazione di importanti opere urbanistiche e architettoniche, a partire dal piano regolatore della città. La storia dei Branciforti e di Leonforte si divide nel 1852, quando il principe Giuseppe si trasferì, con la famiglia, a Parigi vendendo lo stato di Leonforte al conte Bonsignore Giovanni Calogero Li Destri.

(Pro Loco Leonforte – TypicalSicily)

La Granfonte

 

segnalata da Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

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