ENRICO MATTEI

Enrico Mattei è stato un dirigente pubblico, politico e imprenditore italiano. Nato in provincia di Pesaro il 29 aprile 1906, fin da giovanissimo iniziò a lavorare nella conceria Fiore come fattorino, diventandone direttore a poco più che 20 anni. Verso la fine degli anni ’20 dalle Marche si trasferisce a Milano, dove viene assunto come venditore dall’industria chimica Max Mayer e poi si mette in proprio, fondando un’azienda specializzata nella produzione di oli industriali: inizia così la sua brillante carriera di manager di successo.

Enrico Mattei

Enrico Mattei

 

Mattei fu anche un politico: nel 1943 si avvicina alla democrazia cristiana e durante la Resistenza milita nelle brigate partigiane cattoliche. Sarà proprio il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia a nominarlo commissario straordinario per la gestione dell’Agip; viene incaricato di privatizzarla ma non segue questa direttiva e si adopera per creare un’impresa energetica nazionale competitiva all’estero. Il 1953 è l’anno della svolta: Mattei fonda Eni e rafforza le esplorazioni in Italia e all’estero alla ricerca di gas e greggio garantendo all’Italia la posizione strategica nel campo della produzione di energia.

Enrico Mattei morì il 27 ottobre 1962 in circostanze mai del tutto chiarite. Il presidente dell’Eni perse la vita esattamente 54 anni fa, stava tornando dalla Sicilia quando il velivolo su cui viaggiava precipitò a pochi chilometri dall’aeroporto di Linate, schiantandosi poco prima dell’atterraggio. Decenni di indagini non hanno mai chiarito le cause dell’incidente né consentito di giungere ad una verità sull’accaduto. Oltre Mattei morirono il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale; a detta di un testimone, il contadino Mario Ronchi che poi ritrattò la sua testimonianza, l’aereo sarebbe esploso in
volo. Tra le varie piste investigative seguite dalla magistratura quella dell’esplosione a bordo, secondo cui Mattei sarebbe stato ucciso perché avrebbe leso gli interessi petroliferi di diverse aziende italiane e inglesi stringendo accordi concorrenziali con i Paesi produttori di greggio.

Da wikipedia:

L’Eni, acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi, è un’azienda multinazionale creata dallo Stato Italiano come ente pubblico nel 1953 sotto la presidenza di Enrico Mattei, che fu presidente fino alla morte nel 1962, convertita in società per azioni nel 1992.

eni

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Presente in circa 90 paesi con più di 78 000 dipendenti nel 2013 sotto il simbolo del cane a sei zampe, l’Eni è attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della petrolchimica, della produzione di energia elettrica, dell’ingegneria e costruzioni. È il sesto gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari, dietro a Exxon Mobil, Shell, BP, Total e Chevron. Il 5 aprile 2008 la rivista Forbes pubblica una classifica sui maggiori 2.000 gruppi a livello mondiale dove l’Eni si classifica al 38º posto, prima tra le aziende italiane. Secondo la classifica Fortune 500 del 2013 è la prima azienda italiana e 22ª nel mondo per fatturato.

Dal 1995 al 2001 lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi parte consistente del capitale azionario, conservandone una quota superiore al 30% (sommando le quote del Tesoro e della Cassa Depositi e Prestiti), e detenendo comunque il controllo effettivo della società. In base alla legge 30 luglio 1994, n. 474, lo Stato, tramite il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, è titolare di una serie di poteri speciali (la cosiddetta golden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti.

 

Qualche giorno fa ricorreva l’anniversario della morte di Mattei, con questo post ho voluto ricordare un gigante della nostra storia moderna.

Romano Pisciotti

 

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