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ITALMOTOR: MAKE FOR VALUE

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NIGERIA 2016

di Romano Pisciotti

 

La Nigeria è il più grande produttore di petrolio e il terzo più grande produttore di gas nella regione. Il Paese detiene le maggiori riserve di gas (180.1 miliardi di piedi cubi) e la seconda più grande riserva di petrolio (37,1 miliardi di barili) in Africa.

Vintage: Vespa in Nigeria

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La maggiore sfida per i prossimi anni sarà nel settore dell’energia per garantire un’adeguata fornitura di gas naturale per la produzione di energia elettrica.

Anche se la produzione di gas naturale è costantemente aumentata negli ultimi anni, in linea con gli obblighi di fornitura nazionali e la roadmap del Gas Master Plan (GMP), lo sviluppo delle infrastrutture per la distribuzione di gas è rimasto molto indietro.

Eko bridge Lagos

Eko bridge Lagos

 

Altre sfide sono state motivate dal crollo dei prezzi del petrolio, rendendo necessaria una notevole diversificazione degli investimenti in agricoltura, una volta settore trainante, e nell’industria, per sostenere il PIL nazionale. Un massiccio investimento nella coltivazione del riso renderà il Paese autosufficiente entro il 2020. Notevoli proventi sono giunti dall’esportazione del cacao.

Il Paese è riuscito a “reggere” la crisi che ha investito tutti i paesi emergenti e se ne prevede una rapida uscita.

 

Eko-bridge

Eko-bridge

 

Purtroppo il collegamento tanto atteso dei sistemi di gasdotti est e ovest è ora in ritardo di circa due anni e le centrali nell’area occidentale non hanno ancora accesso alle forniture di gas dal ricco sud-est del paese.

Anche se il punto di maggior successo dell’iniziativa, per costruire la spina dorsale del gasdotto, è posto nell’intrapresa privatizzazione della NNPC, alcune società di “generazione” hanno concluso accordi con i produttori di gas per la costruzione di piccoli spezzoni di pipeline, garantendo un minimo approvvigionamento.

Attrarre tali investimenti privati ​​per lo sviluppo di pipeline più lunghe con capacità maggiori, sarà l’impegno dell’attuale Governo.

 

Il fatto che la Nigeria sia ricca d’idrocarburi e abbia una popolazione di 170 milioni di abitanti, producendo però meno energia del fabbisogno di una media città europea, offrirà opportunità nei piani di crescita del paese. Per far fronte a questo, il governo ha presentato un programma di “gas-to-energy” volto a risolvere i problemi strutturali e ad assicurare il gas di provenienza locale per la generazione di energia.

 

Gli investimenti stanno affluendo e altri non tarderanno ad arrivare.

Lekki-ikoyi link bridge Lagos

Lekki-ikoyi link bridge Lagos

Il Segretario di Stato americano, John Kerry, ha recentemente confermato investimenti americani per 600 milioni di dollari.

 La visita in Cina del Presidente nigeriano ha fruttato una ricca messe che ha generato investimenti in Nigeria superiori a 6 miliardi di dollari:

La visita ha avuto un impatto enorme e positivo su settori chiave dell’economia nigeriana come energia, minerali solidi, l’agricoltura, l’edilizia e il trasporto ferroviario.

 

 

 

Nel settore energetico, la Nord Sud Power Company Limited e la Sinohydro Corporation Limited hanno firmato un accordo per la costruzione di un impianto di 300 Mega Watt di energia solare in Shiriro. (Niger State).

 

Nel settore dei minerali solidi, granito e marmo, la Nigeria Limited e la Shanghai Shibang hanno firmato un accordo del valore di 55 milioni di dollari per la costruzione e l’equipaggiamento di un impianto di estrazione del granito in Nigeria.

 

Un totale di un miliardo di dollari dovrà essere investito nello sviluppo di una superstrada greenfield tra Abuja-Ibadan-Lagos in virtù di un accordo raggiunto dalla Banca delle Infrastrutture e Sinohydro Corporation Limited. Per il settore dell’edilizia abitativa, entrambe le società hanno anche siglato un accordo di 250 milioni di $ per sviluppare un ultra moderno complesso e, più importante, un contratto di $ 2,5 miliardi di dollari per lo sviluppo del progetto Lagos Metro Rail Transit Linea Rossa.

 

I costi di estrazione del petrolio in Nigeria sono anche favorevoli per gli investitori: il costo “unitario tecnico” del petrolio onshore del Delta del Niger si è attestato a circa 20 dollari al barile che è di circa 30 dollari al barile in meno rispetto alle regioni del Mare del Nord (Naturalmente l’estrazione offshore nigeriana ha costi superiori rispetto all’onshore). Ciò suggerisce, riferendosi al costo medio, che anche un prezzo del petrolio di 50 dollari per barile offrirà margini di profitto in Nigeria. Il budget del Governo per il 2016 è stato calcolato prudentemente con il barile a 40 dollari, questo rende ottimisti sulla sua realizzazione.

 

 

 

Il Presidente Buhari ha recentemente approvato la costruzione del nuovo porto di Lagos nella zona di Badagry. Questo investimento è sostenuto per la maggior parte da privati.

 

Un’altra preoccupazione è la sicurezza: lo scorso anno la Nigeria ha perso più di N8bn ($ 48.8m) a causa di atti di vandalismo a gasdotti, secondo quanto riporta Gas Company, una sussidiaria di proprietà della statale Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC). Anche se le riparazioni sul gasdotto Escravos-Lagos che è stato oggetto di vandalismo ai primi di marzo 2015, sono state completate rapidamente, le centrali elettriche sono state private ​​di circa 1500 MW.

Il paese è comunque abituato a convivere con questi problemi.

 

Un segnale positivo viene anche dai recenti successi nella lotta al terrorismo nel nord del paese che dovrebbero tranquillizzare abitanti e investitori.

 

 

La svalutazione della naira, pur con tutte le implicazioni negative, ha avuto il vantaggio di rendere un po’ meno magri i profitti dal petrolio sul mercato interno e, soprattutto, ha costituito una spinta per il “Local Content”.

Il mercato interno riesce a generare un’economia abbastanza vivace che presto influenzerà l’andamento complessivo dell’economia. Nella fascia sub Sahariana, il paese trascinerà tutte le economie della regione.

La Nigeria è la seconda economia africana e potrebbe, presto, tornare a superare il Sudafrica.

 

 

RP

 

 

 

 

 

 

 

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Settembre 2016

Romano Pisciotti

Romano Pisciotti

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